Una nuova vita al BonBistrot. “Ho imparato che si può consigliare, ma non giudicare”
Ci sono percorsi di vita lunghi e faticosi, che passano per comunità lontane, momenti bui e restrizioni della libertà. Quello di L. (che chiameremo Luciano) è uno di questi. Ma oggi, a 43 anni, la sua storia racconta una meta diversa: quella di un uomo che, tra un caffè e la consegna di un pasto a domicilio, ha ritrovato il suo posto nel mondo.
Il passato di Luciano è segnato da un lungo percorso comunitario fuori Cremona e da una fragilità iniziata presto, a 16 anni, con l’abuso abituale di sostanze. Un grave incidente stradale nel 2013 aveva poi aggravato il quadro psicopatologico, portando ad anomalie comportamentali e reati che lo avevano condotto prima in REMS e poi in regime di libertà vigilata a Turbigo. La svolta inizia nel 2022 con l’ingresso nella struttura SRP2 ‘San Felice’, gestita dalle cooperative Borea e Varietà. È qui che, terminata la libertà vigilata, Luciano inizia a correre verso quell’autonomia tanto desiderata, avvicinandosi al cuore della città prima con il trasferimento a Villa Cristo Re e poi, a marzo 2023, con l’ingresso nell’appartamento Piccola Casa per il percorso di residenzialità leggera.
In questo mosaico di rinascita, il tassello fondamentale è stato l’inserimento al BonBistrot, il ristorante inclusivo della Cooperativa Varietà all’interno del Civico81. Da tre anni e mezzo, Luciano è una presenza fissa e affidabile: si occupa dello smistamento dei pasti insieme alla responsabile Katia e del lavaggio dei contenitori per il domicilio. Ma il lavoro, per lui, è molto più delle mansioni quotidiane: “Mi trovo bene ed è un lavoro che fa per me. L’ambiente è ottimo e ci diamo una mano reciprocamente. Se ci sono momenti di pausa, chiacchieriamo davanti a un caffè insieme”, racconta Luciano. Attraverso il BonBistrot, ha costruito relazioni sane con i colleghi e con gli ospiti del Civico81, creando un legame speciale e pieno di empatia con gli anziani ai quali consegna i pasti giornalmente.
Oggi per Luciano si apre una nuova sfida: la dimissione verso una soluzione abitativa totalmente autonoma, non più gestita attraverso strutture accreditate. Sarà un cittadino che vive la sua casa, supportato da una rete composta dal CPS e dalla Cooperativa Varietà, mantenendo come punto fermo il suo impegno al BonBistrot. Guardando indietro, Luciano è consapevole del valore del suo viaggio: “È un percorso che riconosco mi abbia fatto bene. Grazie a Varietà e al BonBistrot è decaduta la pena e oggi ho la libertà totale. Ho imparato che si può consigliare, ma non giudicare: il giudizio sta ai giudici”. Il suo augurio per il futuro è semplice e profondo: stare bene. Perché, come ama ripetere citando una celebre canzone: “Viva la vita, senza salute tutto il resto è noia”.