A Second Life di RGG: quando il gioco diventa una palestra di giustizia riparativa

 

“Da un gioco finito male può nascere una seconda opportunità”. È questa la chiave di lettura profonda che anima ‘A Second Life’, un innovativo gioco da tavolo figlio della viva esperienza di un gruppo di adolescenti inseriti in percorsi di giustizia riparativa. Il progetto, nato dalla co-progettazione tra una rete di associazioni e giovani che hanno affrontato la messa alla prova a seguito di reati commessi online, approda ora come strumento formativo per chi abita quotidianamente i luoghi dell’educazione. Prodotto dalla Cooperativa Alce Nero di Mantova e promosso dalla rete del CSV Lombardia Sud, questo ‘serious game’ si propone di trasformare l’errore in una fonte attiva di apprendimento, diventando uno specchio in cui riflettersi per ritrovare consapevolezza e senso di comunità.

Il percorso formativo, rivolto a insegnanti di scuola secondaria, educatori e operatori sociali, esplora la genesi e le modalità di utilizzo di questa scatola-gioco, i cui personaggi rispecchiano fedelmente l’immaginario della Generazione Z. I giocatori possono infatti incarnare figure come l’influencer, il calciatore, il rapper o il combattente. Ma dietro l’estetica pop si nasconde un cambio di paradigma radicale nelle meccaniche di gioco: per risultare vincitore, il singolo deve necessariamente pensare alla collettività, superando il classico schema del ‘tutti contro tutti’. Attraverso carte, imprevisti e strategie, si costruisce concretamente l’idea di società, allenando i ragazzi a ritrovare il piacere delle relazioni spontanee e del divertimento collaborativo. “L’obiettivo è dimostrare che ci sono errori che fanno cambiare la vita, ma anche opportunità per rimettersi in gioco”, spiegano i promotori.

L’azione formativa non si limita alla teoria, ma prevede una sperimentazione attiva attraverso simulazioni di partite guidate dai facilitatori Francesco Molesini e Antonio Aceti di CSV Lombardia Sud. Insegnanti e operatori potranno così comprendere il percorso di messa alla prova vissuto dai ragazzi co-autori del gioco, analizzando le metafore educative racchiuse nelle regole e partecipando a momenti di debriefing per capire come traslare l’esperienza nella quotidianità scolastica. Si tratta di fornire un nuovo kit metodologico e ingaggiante per attivare percorsi riparativi e di prevenzione, partendo dall’assunto che il gioco sia uno degli strumenti più potenti per avviare un cambiamento personale. Il risultato atteso è la creazione di un contesto in cui operatori e docenti siano pronti a facilitare un’esplorazione dei bisogni dei ragazzi, perché la giustizia riparativa passi anche attraverso la capacità di visualizzare e concepire un progetto di vita nuovo, partendo proprio da una scatola di cartone e qualche carta sul tavolo.

Questa nuova esperienza di gioco fa parte del progetto R.G.G – Rivoluzione Gentile Giovani del nostro Consorzio Sol.Co vincitore del bando ‘A scuola per il futuro’ di Fondazione Cassa Depositi e Prestiti contro la dispersione scolastica.