Dal metodo Pre-Texts alla costruzione di strumenti musicali. Eleonora e Giovanna raccontano la sfida di fare cultura

 

“La cultura non è solo ciò che facciamo, è ciò che siamo”. Con queste parole Giusi Biaggi, Presidente di CGM, descrive il valore profondo della cultura all’interno del Terzo Settore. Ed è proprio da questa visione che è nato il percorso di formazione sul protocollo internazionale Pre-Texts, un’esperienza immersiva che ha visto la stessa Giusi Biaggi partecipare insieme alle colleghe di Nazareth, Giusy, Eleonora e Giovanna. Svoltasi in due tappe distinte, prima a Reggio Emilia presso l’hub “La Polveriera” e successivamente a Desio in “Villa Longoni”, la formazione ha beneficiato del supporto scientifico dell’Università di Chieti-Pescara e di AICCON. Sul campo sono stati applicati i principi cardine di questo innovativo protocollo, che vede la lettura come motore creativo, inclusivo e sociale, capace di attivare processi collaborativi inediti e favorire un profondo team building tra i partecipanti.

Il lavoro si è sviluppato partendo dalle pagine di un grande classico della letteratura italiana: il Barone Rampante. “A partire dal racconto, abbiamo fatto delle attività di analisi del testo e di creazione di nuovi spunti, come poesie, canzoni e film. Attraverso i valori della lettura ci siamo conosciuti meglio come gruppo”, racconta Eleonora. Il percorso si è poi concluso con una vera e propria messa in scena teatrale collettiva. “Riconoscendo gli abiti indossati dalle persone si intuiva immediatamente a quale parte del racconto si facesse riferimento. È stato davvero un bel modo per entrare in relazione”, continua l’operatrice. “È sicuramente un’attività che richiede conoscenze linguistiche di base, motivo per cui, con il nostro tipo di utenza e con le fragilità che segnano i ragazzi, è difficilmente applicabile nella sua forma pura. Resta però un ottimo metodo pratico per fare team building tra operatori, perché facilita la conoscenza profonda delle altre persone. Ed è anche estremamente divertente”, dice Giovanna.

La sfida quotidiana diventa quella di tradurre questi stimoli e trasmettere il valore della cultura e dell’arte ai Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA). “Con i ragazzi minori diamo molto più spazio a una cultura meno parlata e decisamente più pratica. Per esempio, abbiamo costruito dei veri strumenti musicali all’interno della falegnameria Sharewood e poi, insieme, li abbiamo suonati”, spiega sempre Giovanna. Accanto alla manualità, non manca lo spazio per la scoperta del patrimonio culturale locale e nazionale. Al Centro Diurno Giona, guidati dall’insegnante di italiano Annamaria, i giovani ospiti hanno l’opportunità di conoscere da vicino i personaggi della storia cremonese e italiana, un percorso culminato in esperienze reali e di forte impatto come la visita al Vittoriale degli Italiani per scoprire la figura di Gabriele D’Annunzio.

Quello della cultura e dell’arte è un filo rosso da sempre presente all’interno dei servizi e delle nostre cooperative; una presenza costante e silenziosa a cui spesso non facciamo caso, ma che rappresenta una delle vere strutture portanti di ogni percorso di inclusione e cittadinanza.