Assemblaggio e confezionamento: al laboratorio della Coop Sole (ex Legaccio) si respira il valore del “lavoro vero”

 

Quando si entra al laboratorio di confezionamento e assemblaggio della Cooperativa Sole (ex Legaccio) si respira il valore del lavoro. Quello vero. Fatto di orari, di regole, di tempi, di consegne e anche di squadra e di crescita. Anna Baldrighi è la Presidente (volontaria) della Cooperativa Sole, Lorenzo Astorri il responsabile del laboratorio. Parlano di questa realtà con l’orgoglio di chi l’ha fatta nascere, resistere e sviluppare.

Dentro allo stabilimento in via Sesto, davanti al centro commerciale Cremona Po, ogni giorno ruotano ai tavoloni e alle macchine circa 30 persone. Venti dipendenti, di cui 2/3 hanno una diagnosi di svantaggio per malattia mentale, dipendenze o trascorsi penali, e dieci in tirocinio formativo lavorativo. Assemblano e confezionano a mano o con macchinari specializzati. “Gli operai senza diagnosi – spiega Lorenzo – lavorano insieme agli altri. Non sono figure educative, ma hanno un occhio attento all’accompagnamento e all’accoglienza delle persone più fragili”. 

Nel capannone, due operai avvitano i pezzi di un aspirapolvere, attorno ad un grande tavolone in quattro inseriscono le spugne nelle confezioni di carta. Più in là c’è chi assembla le visiere anti-covid, chi taglia e chi imbusta. A mano o con l’aiuto delle macchine. Qualcuno lavora part-time e magari per il resto del tempo frequenta realtà terapeutiche-riabilitative e di risocializzazione. Qualcuno lavora full-time. L’attività si svolge da lunedì a venerdì dalle 8 alle 12 e dalle 13.30 alle 17.

L’emergenza covid? “Abbiamo chiuso solo una settimana – racconta Lorenzo – Poi per il resto del lockdown, abbiamo lasciato a casa i dipendenti più fragili e con 7/8 persone siamo riusciti a garantire tutte le commesse senza troppi ritardi. È stato un periodo molto intenso e anche denso di preoccupazioni, ma siamo soddisfatti di avercela fatta”. E quando hanno ripreso, i più contenti erano proprio i dipendenti. “Alcuni di loro hanno faticato a reggere la quarantena – aggiunge Anna – Per loro venire qui a lavorare è un punto fisso nella loro giornata, un riferimento, una questione anche di dignità”.

Il Legaccio è nato nel 1991. “Siamo stati la prima cooperativa del Consorzio Solco ad avere come obiettivo quello di una proposta di inserimento lavorativo – spiega la Presidente -. Avevamo un laboratorio artigianale di legatoria e cartotecnica e inserivamo persone con problematiche di salute mentale, in collaborazione con l’allora USSL. Mi ricordo che molti di loro ci dicevano: ‘qui facciamo qualcosa che serve e i prodotti che facciamo vengono comprati per la qualità, perché alla gente piacciono’”. Dopo un periodo in via Landriani, il Legaccio si è spostato in via Stretta Bonbasio, vicino alla parrocchia di San Michele. Poi, è stato in via Belgiardino, in via Gaspare Pedone e dal 2006 è in via Sesto, in un capannone di 950 metri quadrati nella zona artigianale della città. “Ci sono aziende che lavorano con noi dal 1994 – continua Anna – Negli anni ci siamo ingranditi, ma abbiamo conservato la qualità del lavoro”.

Il Legaccio è una delle realtà che partecipa alla convezione territoriale per l’articolo 14 della Legge Biagi che consente di inserire lavoratori disabili attraverso l’assunzione da parte della cooperativa sociale cui l’impresa conferisce commesse. “Attualmente abbiamo tre persone inquadrate in questo modo – dice Anna – e forse ne avremo una quarta. Qualcuno dice che questa legge ghettizza, in realtà consente di lavorare a persone che non potrebbero reggere in un contesto profit”.

La collaborazione è fondamentale per una realtà come questa: con le aziende, con gli enti e operatori pubblici, con il Consorzio. “La parola giusta è collaborazione proficua con le cooperative del Consorzio che a volte ci mandano dei lavoratori, con la Pulisoft, l’altra gamba della Coop. Sole, e con l’Agenzia per il lavoro Mestieri Lombardia in particolare per i tirocini formativi”, conclude la Presidente. Anche questo fa parte del “lavoro vero”.