Assistere gli anziani a casa anche con la tecnologia: Solco e Cosper nel progetto europeo per testare nuovi strumenti e servizi

 

Un progetto finanziato dall’Unione Europea che coinvolge sei paesi con Cremona protagonista. Si chiama Hocare 2.0 e ha l’obiettivo di testare e migliorare nuovi strumenti tecnologici che possano essere utilizzati nell’ambito dell’assistenza degli over65 a casa e di ridisegnare di conseguenza i relativi servizi. Il progetto è coordinato dalla ungherese Central Transdanubian Regional Innovation Agency. Camera di Commercio di Cremona (che ha fortemente voluto l’iniziativa e che ha deciso di aggiungere un proprio investimento) e Regione Lombardia sono gli unici due partner italiani. Il nostro Consorzio e la Cooperativa Cosper fanno parte del gruppo di lavoro che concorrerà a creare delle soluzioni ICT per l’assistenza agli anziani, davvero calate nella realtà degli utenti, delle famiglie e dei servizi.

“Il progetto è partito ad aprile del 2019 e dura fino al 2022 – spiega Matteo Donelli della Camera di Commercio – Siamo stati un po’ rallentati dal covid, ma ora il bando è uscito e le azienda hanno tempo fino a settembre per candidarsi. Qualcuna ci ha già contattati, segno che c’è interesse. La ‘silver economy’, complice l’invecchiamento demografico, è sicuramente un mercato in espansione”. In pratica, il progetto è appunto europeo, ma sul territorio si sviluppa concretamente in questo modo. La Camera di Commercio ha fatto un bando (scaricabile qui) per intercettare le imprese cremonesi che vogliono proporre una soluzione innovativa per: mantenere le capacità cognitive in soggetti over65 caratterizzati da demenza lieve mediante la stimolazione cognitiva oppure monitorare a distanza parametri vitali o eventi specifici sempre di soggetti over 65 attraverso il controllo continuo dei valori e la trasmissione dei dati a distanza. Il bando prevede un contributo a fondo perduto. Raccolte le disponibilità delle imprese, ci sarà una fase di valutazione e verranno selezionati due strumenti tecnologici da testare su un campione di 11 pazienti over65 in misura di Rsa aperta, Assistenza Domiciliare Integrata (Adi) e Servizio di Assistenza Domiciliare.

In tutto questo, fondamentale è e sarà il ruolo del gruppo di lavoro che vede il nostro Consorzio con la Cooperativa Cosper lavorare insieme, oltre che alla Camera di Commercio, all’Ats Valpadana, al Comune di Cremona, alla Cooperativa sociale Il Gabbiano, a Cremona Solidale, al Crit – Cremona Information Technology, alla Fondazione Elisabetta Germani Onlus, al Politecnico di Milano, a Regione Lombardia, al sindacato pensionati della Cgil. Questo sistema territoriale costituito da imprese, anche cooperative, enti pubblici, privati e di ricerca individuerà i casi idonei alla sperimentazione, seguirà la fase di preparazione e di test delle due tecnologie selezionate, aiuterà a migliorarle e ad integrarle nel più complesso sistema dei servizi accreditati di assistenza.

“Se queste tecnologie possono essere utili nell’assistenza a casa degli anziani? Basta guardare i dati di oggi e in prospettiva – dice Paolo Rossi di Cosper – Introdurre strumenti innovativi in questi servizi aumenta il monitoraggio costante e puntuale dei pazienti, soprattutto di quelli che sono completamente soli, spostando sempre più in là il ricorso alle strutture. In più riduce l’accesso diretto dell’operatore e di conseguenza i costi e quindi apre alla possibilità di seguire un maggior numero di persone”.

“La presenza di Ats e Regione Lombardia – continua Rossi – è fondamentale per ragioni progettuali e di budget. L’esito di questa sperimentazione infatti potrebbe portare a ridisegnare i servizi in funzione della disponibilità delle tecnologie. Ed è essenziale anche il fatto di testare gli strumenti sui pazienti affinché non si adottino strumenti magari top, ma poco accettati dalle persone e dalle famiglie”.

“Abbiamo coinvolto il sistema del welfare sul territorio – conclude Donelli – Ci sono le imprese, anche cooperative che sono fondamentali perché sono esperte nell’erogazione dei servizi, gli enti pubblici, la ricerca e l’università e c’è la società civile, pazienti e caregiver. Per ottenere insieme davvero il massimo e fornire risposte efficaci a questa fascia di popolazione che è in aumento”.

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