Bilancio 2025 e prospettive 2026: movimento, rinnovo e sguardo condiviso. L’Intervista al Presidente Davide Longhi

 

Nel 2025, il Consorzio ha rinnovato il proprio CDA per altri 3 anni con lo sguardo sul presente e sul futuro. Così, con una prospettiva condivisa ci affacciamo al 2026 con nuovi tavoli di lavoro con tematiche di interesse delle cooperative associate. Ne abbiamo parlato con il nostro Presidente Davide Longhi. Ecco l’intervista. E vi auguriamo buon anno!

 

Che anno è stato il 2025 per il Consorzio Solco? Individuiamo 3 parole che lo hanno caratterizzato.
Sceglierei movimento, rinnovo e sguardo condiviso.

In movimento:le progettualità, gli stimoli e le connessioni sono stati molteplici e sempre nuovi. Abbiamo aperto nuovi ambiti d’intervento e intensificato i rapporti con le cooperative. Per noi, “lavorare” significa anche saper intercettare risorse: un impegno che tiene in costante movimento tutte le anime del Consorzio, dalle professionalità educative a quelle amministrative.

Rinnovo: a maggio abbiamo rinnovato il CdA. Il rinnovo delle cariche non è mai un atto formale, ma un momento di riflessione che riguarda il nostro presente con una forte proiezione verso il futuro.

Sguardo condiviso: questo concetto si lega naturalmente al rinnovo. Abbiamo avviato un percorso partecipativo con le associate per definire insieme gli obiettivi dei prossimi tre anni. A dicembre sono partiti 6 tavoli di lavoro dai quali emergeranno i pilastri del nostro nuovo piano strategico.

 

Quali i principali temi affrontati? Con quale metodo?
Le principali tematiche affrontate richiedono ormai un approccio ecosistemico. I temi, una volta affrontati più con un metodo settoriale, sono connessi. Leggere i bisogni in connessione è imprescindibile per proporre delle riposte. Ecco le principali tematiche su cui abbiamo lavorato: gestione capitale umano in sinergia con il Consorzio Nazionale CGM, ospitando anche gli Stati Generali; le CER (Comunità Energetiche Rinnovabili); valorizzazione delle professionalità delle cooperative attraverso l’azione comunicativa; l’esecuzione penale con un importante percorso culturale sulla Giustizia Riparativa insieme a partner locali; la formazione e il lavoro con il continuo impegno verso la formazione continua e il reinvestimento della formazione disoccupati; SolcoCrEdu e l’impegno per il contrasto alle povertà educative; sostegno alla cooperazione sociale di tipo B; avvio di percorsi sui temi dell’Abitare e della Salute Mentale.

 

Com’è evoluto il rapporto con gli Enti Pubblici?
È stato un anno intenso e sfidante. Lavorando per il bene comune, la scelta naturale è collaborare con chi quel bene è chiamato ad amministrarlo. Il confronto a tutti i livelli (comunale, provinciale, regionale e ministeriale) ha richiesto grandi energie. Pubblico e Terzo Settore hanno culture organizzative differenti, ma obiettivi comuni: la nostra sfida è valorizzare la complementarietà delle competenze, mettendole a disposizione della cittadinanza.

 

Quest’anno c’è stato il rinnovo del CDA, con delle novità. Quali le “ripercussioni” sul Consorzio?
L’ingresso di un nuovo consigliere ha portato con sé oggetti di lavoro specifici: migranti e abitare. Il resto del CdA è rimasto invariato, consolidando un sistema di governance basato su persone esperte che sono espressione diretta delle cooperative. Questo equilibrio sta dando frutti importanti, aumentando il senso di appartenenza della base sociale al sistema consortile.

 

Quest’anno c’è stato il tema SAAP da affrontare. Quali le “ripercussioni” sul Consorzio e sulle cooperative? E sul riconoscimento del servizio da parte dei cittadini?
Il SAAP è stato uno dei passaggi più complessi. Pur non essendo coinvolto direttamente, il Consorzio ha sostenuto con forza le scelte delle 3 cooperative associate coinvolte, agendo sempre in sintonia con Confcooperative. È stata un’occasione di riflessione, riscoperta e rilancio. Abbiamo riflettuto sul ruolo della cooperazione nel welfare e riscoperto la profonda motivazione dei nostri soci-lavoratori. Ne siamo usciti rinforzati, pronti a essere ancora più protagonisti nella programmazione del welfare locale.

 

Qual è stato l’impegno delle cooperative su ecologia e sostenibilità? E lato digitale, ci sono novità?
Siamo orgogliosi di essere soci fondatori della CER Città di Cremona, promossa dalla Diocesi di Cremona. È un onore per noi poter entrare in una comunità basata sui temi dell’energia condivisa. Energia e condivisione sono infatti due concetti che rispecchiano il nostro agire. Inoltre, sono più che maturi i tempi per cui la cooperazione diventi protagonista, insieme al territorio, in ambito energetico e green. Il Consorzio sta anche sostenendo le 6 CER diocesane non cittadine nel coinvolgimento delle imprese.

Lato digitale è stato un anno intenso. Alcune cooperative hanno lavorato per mettere a punto una piattaforma digitale ad hoc per la raccolta dati in ambito socio sanitario. Un percorso interessante, nato da una esigenza legata al nostro lavoro tradizionale, ma che grazie ad un percorso di trasformazione digitale, svolto anche insieme alla società del consorzio CGM, ci ha dotato di una piattaforma che faciliterà il lavoro delle cooperative e ci permetterà anche di raccogliere dati, indispensabili per riflessioni sul futuro.

 

Come è andata la parte Solco Formazione/Mestieri?
Quest’area rimane indispensabile, sia per la gestione delle risorse umane sia per l’occupabilità dei soggetti vulnerabili. Nel 2025 segnalo con orgoglio la prima progettazione dedicata all’autonomia delle donne vittime di violenza e il rilancio della formazione per i disoccupati tramite il piano GOL, con un focus particolare sui giovani NEET per riportarli in circuiti attivi.

 

Quali le sfide per il 2026?
La sfida principale sarà concretizzare il percorso partecipativo nel nuovo piano strategico triennale. Vogliamo che le cooperative siano protagoniste di obiettivi comuni, supportate dal Consorzio. Questo lavoro di “insieme” non limita l’azione del singolo, ma la rende trasformativa e generativa per tutto il territorio.

 

Un augurio per il nuovo anno a tutti i soci
Ai soci e a tutte le persone che compongono le nostre cooperative, auguro un anno all’insegna della fiducia, della speranza, del protagonismo e della pace. Sono convinto che, attraverso il nostro lavoro quotidiano, possiamo non solo vivere queste dimensioni, ma diventarne testimoni credibili.