Bilancio positivo, tanti progetti e reti più forti. Il Consorzio Solco ‘promosso’ dall’Assemblea
Numeri positivi, tanti progetti e tante reti. Si è tenuta qualche giorno fa l’Assemblea dei soci del Consorzio Solco, riunita per approvare il bilancio 2022 e per fare il punto su attività realizzate e da fare. “L’assemblea è andata bene – ci racconta il presidente Davide Longhi – Chiudiamo il 2022 con un buon bilancio e con un bel bagaglio di progettualità concluse o cominciate”.
Per quanto riguarda il bilancio, c’è stata anche la possibilità, condivisa in Assemblea, di accantonare dei fondi a favore dei miglioramenti contrattuali dei dipendenti. “Consorzio e cooperative socie – spiega Davide Longhi – applicano il contratto nazionale che è vacante dal 2019. Confcooperative e sindacati stanno lavorando a livello nazionale per un nuovo contratto che migliorerà il trattamento di lavoro per tutti i nostri operatori. Anche per questo abbiamo deciso l’accantonamento, per affrontare più serenamente queste migliorie”.
Dal punto di vista della governance, il 2022 è stato un anno di cambiamenti: la presidenza (passata da Giusi Biaggi, a cui va un enorme ringraziamento per quanto svolto, a Davide Longhi, appunto), l’ingresso nel Cda di un nuovo consigliere della zona casalasca Marco Mantovani, la modifica della base associativa (la trasformazione del Cerchio e Santa Federici in Meraki ha portato nel Consorzio Solco l’esperienza e le competenze della cooperativa Ventaglio Blu), l’aggiunta di tre deleghe ai consiglieri (anziani, socio-sanitario e area casalasca) e la rivoluzione del personale amministrativo. “In un anno, per motivi non dipendenti dal Consorzio, abbiamo stravolto tutto l’ufficio amministrativo – dice il presidente Longhi – Non sono solo cambiate le persone, ma anche il lavoro. Siamo passati da svolgere servizi di contabilità alle cooperative a fare la parte amministrativa e rendicontativa su progetti. Ora nell’ufficio ci sono Roberta e Camilla, una ottima combinazione di competenze e passione”.
Sulle strategie, continua il piano del Cda precedente, non attuato o attuato in parte a causa della pandemia. Confermati, dunque, i quattro goals: qualità relazionale, posizionamento, governance e produzione.
Tanti i progetti conclusi o cominciati nel 2022: su migranti e accoglienza, sull’esecuzione penale, sulla piattaforma welfarex, su minori e famiglie, sugli anziani, sulla formazione e sul lavoro. “Ne sottolineo due – commenta Davide Longhi – La messa a sistema del lavoro su minori e famiglie con SolcoCrEdu che ci ha consentito di aggregare non solo le cooperative, ma le scuole, l’ambito e le istituzioni; e il progetto Ponti sull’inserimento lavorativo che ha messo per la prima volta intorno ad un tavolo le cooperative di tipo B per un lavoro forte rivolto non solo alle aziende, ma anche alle cooperative stesse e che ci ha messo in relazione con Provincia e Confcooperative”.
Un plauso particolare al settore formazione. “E’ ripartito alla grande – dice Davide Longhi – La formazione per noi è uno strumento grandissimo di innovazione dei servizi. Non si tratta solo di un passaggio di conoscenze e competenze, ma aiuta a rivedere sistemi e processi e induce alla condivisione e allo scambio, offrendo occasione di incontro tra professionalità simili ma che operano in cooperative diverse”.
Il 2022, inoltre, ha visto l’avvio di quattro tavoli di lavoro che vedono le cooperative ragionare insieme in particolare su esecuzione penale, cooperazione di tipo B, psichiatria e socio-sanitario. “Per tutte e quattro i temi – continua il presidente – abbiamo fatto almeno un incontro. I tavoli di lavoro sono luoghi di pensiero e di co-programmazione, laboratori di innovazione per fare il punto su ciò che le cooperative stanno facendo e per disegnare insieme le prospettive e i modelli”.
Fondamentali e strategiche le reti: sia nel mondo cooperativo (Confcooperative, Cgm, Irecoop e Mestieri Lombardia), sia con partner esterni (enti pubblici, università, Forum terzo settore, CSV, associazioni di categoria). “Mi piace sottolineare il rapporto aperto con le associazioni di categoria – conclude Davide Longhi – Le imprese e i professionisti ci stanno scoprendo non secondo modelli un po’ stereotipati, ma come veri e propri partner da coinvolgere sempre di più su progettazione e servizi”.