Riportare al centro le persone. Il tema del Capitale Umano con Chiara Persico

“Le persone sono il principale motore dell’impatto sociale. Sono il cuore delle nostre organizzazioni”. Definisce così il tema del capitale umano nella cooperazione sociale Chiara Persico, Presidente e Responsabile delle Risorse Umane della cooperativa socia Gruppo Gamma. È un tema cruciale e prioritario che tutto il Terzo Settore sta affrontando e che, anche come Consorzio, vogliamo porre al centro della nostra narrazione. “Nel mondo profit il tema viene spesso affrontato in relazione alle performance, all’efficienza o alla competitività dell’organizzazione. Le persone diventano un fattore di produttività. Sono aspetti sicuramente importanti, ma ritengo che ci sia un senso più profondo”, dice Chiara.

Come cooperative sociali abbiamo il compito di produrre benessere nelle comunità, ma spesso diamo per scontato il benessere di chi quel valore lo costruisce quotidianamente. “Non possiamo generare valore all’esterno, se prima non ci interroghiamo sulle condizioni e le opportunità di crescita delle persone all’interno delle nostre organizzazioni. Ecco che allora nasce l’esigenza di rimettere al centro le persone costruendo relazioni educative, di cura e inclusive che siano di qualità”, aggiunge la Presidente.

Il capitale umano è al centro del dibattito all’interno del contesto che stiamo vivendo. La sfida attuale, a 360 gradi, nel nostro settore, come negli altri, è di costruire realtà dove le persone scelgano di restare. “Investire nel capitale umano significa quindi investire nella cultura organizzativa e sulla qualità delle relazioni”, dice Chiara.

Per trovare metodi e buone pratiche, il Consorzio Nazionale CGM ha sviluppato un percorso formativo che ha affrontato la tematica da diverse prospettive: il benessere organizzativo, la leadership, il welfare aziendale, la capacità di essere attrattivi, la partecipazione e la valorizzazione delle competenze. Alla base della formazione c’è il bisogno di ascolto e di coinvolgimento che hanno le persone. “Lo spunto che porto a casa con maggiore convinzione è che il capitale umano sia prima di tutto una questione culturale. Mi ha colpita l’idea che le organizzazioni più attrattive siano proprio quelle che riescono a costruire relazioni di fiducia, spazi di partecipazione e senso di appartenenza; non necessariamente quelle che offrono di più”, aggiunge.

E poi, al centro del dibattito e della formazione, c’è il tema delle nuove generazioni. “Spesso ci interroghiamo su come attrarre i giovani, dato il profondo cambiamento nelle aspettative verso il lavoro. Ma forse dovremmo chiederci quanto siamo disposti a lasciare spazio, metterci in discussione e accogliere linguaggi e visioni diverse”.

La risposta sta quindi nella costruzione di una cultura organizzativa solida, chiara e condivisa: una base che permette alle persone di riconoscersi all’interno di un’organizzazione e sentirsi parte attiva nei processi decisionali. Il passo successivo è saper raccontare il valore del lavoro sociale, spesso ridotto a pregiudizi. “Il sociale può tornare ad essere un luogo desiderabile se saprà coniugare competenza professionale, qualità delle relazioni e capacità di generare senso. Le nuove generazioni non cercano soltanto un posto di lavoro: cercano un luogo nel quale riconoscersi. E credo che la cooperazione sociale abbia tutte le caratteristiche per offrire questa opportunità, a patto di investire con coraggio nelle persone e nella cultura delle proprie organizzazioni”, conclude Chiara Persico.