Certificazione UNI/PdR 167 per Gardenia. La coop. certifica l’efficienza manageriale e l’impegno sociale

 

Rafforzare l’identità aziendale della cooperativa e rendere riconoscibile l’impegno dei soci. Sono queste le esigenze da cui si è sviluppato il percorso verso la certificazione UNI/PdR 167 per la cooperativa socia Gardenia di Casalmaggiore (CR). “L’obiettivo principale era ottenere un riconoscimento che testimoniasse ufficialmente e concretamente il nostro impegno nella creazione di un ambiente equo, inclusivo e orientato alla crescita delle persone”, afferma Marco Mantovani, responsabile amministrativo della cooperativa.

La UNI/PdR 167 è vista come un passo cruciale verso una certificazione di qualità che traduce in termini oggettivi e valorizza l’impegno della governance in questo ambito. L’attività principale coperta dalla certificazione coincide pienamente con la missione di Gardenia: l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate attraverso lo svolgimento di diverse attività operative (dall’ambito ecologico e di igiene ambientale ai servizi di pulizia, dall’assemblaggio al confezionamento). “Considerando inoltre che oggi la Cooperativa genera occupazione anche per le persone del territorio, si può affermare che ogni attività svolta dalla Cooperativa, comprese quelle amministrative e finanziarie, rientra pienamente nella certificazione”, sottolinea il responsabile.

Per ottenere il riconoscimento, Gardenia ha dovuto certificare le proprie prassi quotidiane. “Abbiamo dovuto analizzare l’organizzazione dei servizi, la comunicazione dei programmi ai dipendenti e il modo di svolgimento degli stessi secondo i canoni stabiliti nei processi certificati dalle norme ISO 9001 e ISO 14001. Abbiamo analizzato poi l’attività amministrativa e la gestione finanziaria”, spiega Mantovani. Il processo non ha richiesto l’introduzione di nuovi modelli di lavoro: si è trattato piuttosto di formalizzare e organizzare pratiche già consolidate per renderle verificabili. Questo sforzo paga in termini di competitività: “La certificazione ci permette di valorizzare le nostre pratiche, favorendo l’ottenimento di commesse di lavoro”, prosegue.

E ora, quali sono i prossimi obiettivi in termini di qualità e sviluppo dei servizi? “Il prossimo obiettivo sarà il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica, sia hardware che software, al fine di migliorare l’efficienza operativa e la rendicontazione delle attività. L’intento è quello di poter monitorare in modo puntuale sia l’impegno operativo sia l’impatto economico delle nostre attività”, conclude il responsabile.

Per le cooperative sociali, quindi, le certificazioni non sono solo un requisito di mercato, ma la conferma che l’etica del lavoro e l’impatto sociale possono e devono essere gestiti con la stessa efficienza e trasparenza del settore privato, garantendo sostenibilità e fiducia in ogni attività svolta.

 

credits foto: Giulia Barbieri – Trace/Dueper Studio