Dal doposcuola all’autodifesa. Crab è il nuovo spazio di Nazareth per tessere relazioni

 

Sempre più beneficiari ed educatori con il bisogno di spazi per attività, lavoro o socializzazione. Questa l’esigenza da cui nasce Crab, il luogo multifunzionale della cooperativa Nazareth in via Fabio Filzi a Cremona, nel Quartiere Sant’Ambrogio. “L’idea è partita proprio dagli educatori della Cooperativa Nazareth. Abbiamo realizzato un percorso di progettazione e sviluppo di spazi e servizi e siamo partiti a Crab a fine 2024”, racconta Giulia Fiammenghi, Referente di Crab.

Oggi, Crab è già un punto di riferimento per la comunità. Ospita regolarmente i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado per le attività di Doposcuola, offrendo un supporto concreto al loro percorso di studi. È anche il punto di ritrovo per il gruppo di adolescenti della Street Art, un laboratorio dove la creatività trova spazio e espressione. Non solo: le donne del SAI Adulti, il Sistema nazionale di Accoglienza e Integrazione, trovano qui un ambiente sereno per le lezioni di italiano, elemento fondamentale per la loro integrazione.

La versatilità di Crab non si ferma qui. Due volte la settimana, i beneficiari del servizio di Custode Sociale si ritrovano per attività comuni, mentre gli spazi sono dedicati anche a colloqui, attività di équipe e back-office per gli educatori delle aree tutela minori e abitare. “Quello che immaginiamo è che Crab possa essere un HUB di Comunità, aperto e disponibile ad altre realtà del Terzo Settore e alla cittadinanza”, aggiunge Giulia. Questa visione di apertura si è già concretizzata nei primi mesi di attività con un apprezzato corso di autodifesa femminile, introdotto da un incontro con A.I.D.A. e tenuto dai maestri del Centro Thay Pizzighettone, e con una proficua collaborazione con le ACLI per l’alfabetizzazione digitale delle persone più anziane.

Il percorso che ha portato alla nascita di Crab è stato un vero e proprio lavoro di tessitura di relazioni. “Siamo partiti dal Comitato di Quartiere di Sant’Ambrogio, dai condomini, dai negozi del vicinato per creare una vera e propria rete di relazioni attorno a Crab”, dice Giulia. Un impegno che ha visto tante persone dedicarsi a rendere gli spazi non solo funzionali, ma anche accoglienti. Il risultato? Un ambiente luminoso e gradevole, grazie ai colori vivaci delle pareti e alle ampie vetrate, che invita i ragazzi a pensare: “Che bello! L’ambiente è gradevole e luminoso”. Un’accoglienza che non è solo estetica, ma si estende sulla qualità e sulla cura delle attività svolte.

E il futuro? Ricco di desideri e progetti. Dentro a Crab ci piacerebbe molto far partire dei corsi di italiano per le mamme straniere”, confida Giulia. “Il quartiere è abitato da tanti nuclei famigliari di origine straniera e sono tante le mamme che passano davanti alle nostre vetrine per accompagnare i bambini a scuola. Ci piacerebbe riuscire a intercettarle e a immaginare qualcosa con loro, per loro e per i loro bambini”, conclude.