Nuove competenze per gli operatori e sensibilizzazione per i cittadini: “Costruire una cultura riparativa”

 

“La Giustizia Riparativa è Giustizia Sociale. Nel senso che si occupa delle relazioni, dei vissuti e delle emozioni delle parti che sono in gioco tra di loro”. È l’affermazione convinta di Luca Fiammenghi, operatore e referente del tema della Giustizia Riparativa per la coop. Cosper. Sabato 1 febbraio, si è tenuto il primo incontro aperto alla cittadinanza inserito in un percorso che ha l’obiettivo di aumentare la conoscenza e la consapevolezza sul tema del conflitto e del reato. “Questo ciclo di iniziative è importante perché permette una risonanza più ampia su argomenti che rischiano di interessare solo chi ci lavora direttamente, quando in realtà riguarda tutti: non serve commettere un reato o essere vittima di un reato per applicare il modello riparativo, il conflitto è una possibile conseguenza data dall’essere in relazione. E tutti siamo in relazione: famiglia, amici, vicini di casa, colleghi di lavoro”, sottolinea Giulia Fiammenghi, operatrice e referente del tema per la coop. Nazareth.

Un percorso, quindi, che mette al centro un modello da diffondere che le cooperative socie Cosper e Nazareth hanno avuto modo di approfondire attraverso occasioni formative, dialoghi ed esperienza sul campo. “Con i progetti Tra Zenith&Nadir e Un Futuro in Comune abbiamo avuto modo di sperimentare l’applicazione del modello sui casi di penale seguiti dall’equipe educativa del progetto Outsiders”, spiega Giulia. Attualmente, infatti, l’azione principale in campo è il progetto di mediazione scolastica presso gli Istituti Scolastici Polo Romani e Santa Chiara di Casalmaggiore. Accanto a questo, grazie alla collaborazione con il CSV Lombardia Sud, altri insegnanti del territorio di Cremona stanno chiedendo di poter costruire dei percorsi di formazione e sensibilizzazione. “Un risultato concreto già raggiunto presso una scuola del nostro territorio è stata la riscrittura del regolamento scolastico in chiave riparativa. Un lavoro che ha visto una micro-equipe delle coop. Cosper e Nazareth impegnata per l’intero anno scolastico, a fianco di dirigenti, studenti e professori”, aggiungono i referenti.

Strettamente legata alla Giustizia Riparativa è la Giustizia Sociale, per la quale si celebra una Giornata Mondiale proprio nel mese di febbraio. “Chi commette un’offesa, la commette in prima battuta contro una Persona, ma coinvolgendo poi tutta la Comunità che vive attorno. Tutti siamo coinvolti e toccati, incontriamo e viviamo lacerazioni tutti i giorni, come persone, lavoratori, cittadini. Per questo, ci viene chiesto di occuparci di questi aspetti e non pensare che non ci appartengano”, afferma Luca. “La Giustizia Riparativa riguarda tutti. Diciamo che se tutti dovessimo metterci nelle condizioni di essere disponibili verso il nostro ‘altro difficile’, così come prevede la Giustizia Riparativa secondo la dott.ssa Claudia Mazzucato, probabilmente saremmo un passo avanti nella costruzione della Giustizia Sociale”, conclude Giulia.

 

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L’evento di sabato 1 febbraio si colloca all’interno del percorso “Disarmare il dolore. Attraversare i conflitti nell’orizzonte della giustizia riparativa” che ha l’obiettivo di organizzare appuntamenti culturali aperti alla cittadinanza, dando continuità all’approfondimento di temi complessi. Ciò è possibile grazie alla rete organizzativa composta da realtà che si occupano quotidianamente dei temi in oggetto: Consorzio Sol.Co Cremona, Diocesi di Cremona – Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, Comune di Cremona, CSV Lombardia Sud ETS e Caritas Cremonese.

ph. Diocesi di Cremona