Un Filo Pazzesco del Gamma. Da via Redegatti a Cremona in Fiera a Milano per Fa’ la Cosa Giusta
L’idea di un confronto con realtà già consolidate nel campo della moda etica e sostenibile, ha portato Un Filo Pazzesco in Fiera a Milano per ‘Fa’ la Cosa Giusta’. Un modo per la coop. Gruppo Gamma di uscire dai propri confini e misurarsi su palcoscenici nazionali. “Partecipare ha rappresentato un’occasione per mettere alla prova il progetto, verificando la direzione intrapresa. È stata una scelta identitaria: esserci ha significato affermare il proprio spazio, portando capi unici e una visione della moda fondata su cura, arte e attenzione alla persona”, spiega Chiara Persico, Presidente della coop.
Esserci ha confermato la consapevolezza che l’etica non riguarda solo il prodotto finale. “Non si tratta solo di estetica, ma di un approccio che integra qualità, etica e relazioni in ogni fase della produzione”, conferma Andrea D’Avossa, referente del ramo B sugli inserimenti lavorativi.
Per l’appuntamento milanese, la sartoria si è preparata con una collezione completa di abiti, pantaloni, cappotti e borse, sviluppata interamente all’interno del laboratorio attraverso un processo condiviso. “Il lavoro ha seguito un processo condiviso. Dalla fase ideativa alla realizzazione finale ha coinvolto attivamente le persone, in particolare quelle con fragilità. Questo percorso ha avuto un valore non solo produttivo, ma anche educativo, permettendo ai partecipanti di acquisire competenze e diventare protagonisti”, raccontano Vanessa, referente della Sartoria, e Nora, sarta.
Ma il vero senso di questa esperienza si legge negli occhi e nelle parole di chi quella fiera l’ha vissuta in prima linea. Parliamo di Giada, Martina e Lucia. Per Giada era la prima volta in Fiera Milano: “Vedere i nostri prodotti in una fiera così importante mi ha fatto sentire bene, nel senso che essere protagonista e rappresentare lo stand mi ha fatto sentire piacevolmente responsabile. Quando spiegavo chi siamo e cosa facciamo nella nostra realtà molti visitatori si fermavano a guardare il nostro stand incuriositi e ci facevano i complimenti”. Una vera e propria collaborazione tra colleghi. “In questa esperienza ho potuto conoscere meglio i miei colleghi cercando insieme le parole giuste per attirare l’attenzione dei visitatori”, continua la ragazza.
“Fa’ la cosa giusta!” ha permesso di valutare i punti di forza del progetto, ma soprattutto ha segnato un passaggio fondamentale sul piano umano. Le ragazze hanno potuto partecipare attivamente a una fiera di rilievo, raccontando direttamente il proprio lavoro e il percorso personale che lo sostiene. Le persone coinvolte, anche con fragilità legate alla salute mentale, hanno dimostrato consapevolezza e capacità di esporsi. “A casa mi porto la gentilezza con la quale i visitatori mi hanno ascoltata e la cordialità delle persone”, conclude Giada. È qui che risiede il senso profondo di Un Filo Pazzesco: promuovere riscatto, rinascita e nuove possibilità.