Kone e il cacciavite: “Alla falegnameria l’apprendimento diventa relazione con la vita”

 

Venerdì 25 settembre ha aperto il nuovo laboratorio di falegnameria della Cooperativa Nazareth. Si chiama “Sharewood”, nome che assomiglia alla foresta di Robin Hood, ed è intitolato a Roberto Ferrari, vice comandante della Polizia Locale scomparso nel 2018. Attraverso il legno e la condivisione, è un luogo di formazione all’autonomia per ragazzi fragili e in situazione di abbandono scolastico, aperto all’incontro tra diversità.
Abbiamo chiesto a Kone, uno dei ragazzi che lo frequenta, di parlarcene. Ecco la sua testimonianza:

Ciao, il mio nome è Kone D.

Sono un ragazzo Ivoriano di 19 anni e sono in Italia da circa tre.

La coop. che mi ospita ha avviato un laboratorio di falegnameria, e a me piace molto frequentarlo perché riesco ad imparare molte cose sia a livello lavorativo che relazionale.

Credo che riuscire ad avere una buona relazione con le persone sia molto importante e a me piace molto stare tra le gente, anche se inizialmente mi mostro sempre un po’ timido. Ho comunque un carattere molto scherzoso e mi piace riuscire a far star bene tutti coloro che mi circondano.

Mi è stato chiesto di scegliere uno strumento della falegnameria che più mi somiglia o che in qualche modo sento la sua funzione molto vicina al mio carattere.

Così, pensandoci un po’, ho deciso di scegliere il cacciavite. Perché proprio questo strumento? Perché il cacciavite serve per unire due cose insieme, proprio come naturalmente faccio io nella quotidianità. Per usarlo bisogna avere delle viti, e così mi viene da dire che le viti, nella mia vita sono rappresentate dalla pazienza e dall’autocontrollo.

Infatti, il cacciavite permette a chi lo usa di avere il controllo della forza ed evitare quindi di stringere troppo causando la rottura di un oggetto. Così come faccio io, spesso mi capita di dover controllare la mia rabbia, la mia tristezza e a volte anche la mia gioia, emozioni queste, che se non controllate invece di unire potrebbero distruggere.

In falegnameria non facciamo solo della formazione al lavoro, ma ci fermiamo spesso anche a discutere di questi argomenti. L’apprendimento diventa anche relazione con la nostra vita. É grazie a questo laboratorio che ho avuto la possibilità di fermarmi a pensare a tutte queste cose, e riscoprire dei lati molto importanti del mio carattere che da molto tempo erano nascosti.

Nel mio futuro mi piacerebbe continuare a coltivare questa mia capacità di autocontrollo e di pazienza. Spero che grazie a queste piccole azioni di unione riuscirò sempre a migliorare l’ambiente che mi circonda.

Il video della falegnameria Sharewood