Musica, teatro e danza al Grest per contrastare le povertà educative. L’iniziativa con Incroci Ritmici, Compagnia dei Piccoli e Il Laboratorio
Musica, teatro e danza. All’interno dei progetti Parlarsi, sostenuto da Fondazione Con i Bambini, e Ritornare ad allenarsi (bando Agenzia Coesione Territoriale della Presidenza del Consiglio), abbiamo portato i linguaggi espressivi nei grest e nei centri estivi del territorio. Hanno aderito alla proposta 11 comunità, tra Cremona città e paese, coinvolgendo centinaia di bambini e bambini, ragazzi e ragazze del territorio. Partner dell’iniziativa, tre realtà professionali: per la musica Incroci Ritmici, per il teatro la Compagnia dei Piccoli, per la danza Il Laboratorio. Obiettivo? Contrastare le povertà educative, intese come la privazione di occasioni per apprendere, per sviluppare i propri talenti e per orientarsi nel proprio futuro, attraverso laboratori espressivi condotti in gruppo e da professionisti.
“I laboratori espressivi – ha spiegato Marta Prarolo di Incroci Ritmici, referente della proposta – sono l’occasione per diversi bambini e ragazzi di sperimentare linguaggi artistici espressivi che non potrebbero affrontare perché la povertà educativa li porta ad una povertà esperienziale. L’idea di allargare il campo di esperienza è la prima grande azione per uscire o contrastare dalla povertà educativa”. Due le attenzioni avute: da una parte l’attenzione al linguaggio espressivo, attraverso persone che conducono i laboratori con professionalità, e dall’altra l’attenzione alla parte umana e relazionale con una professionalità da spendere anche in ambito educativo, pedagogico e psicologico. “Conoscere e sperimentare nuovi linguaggi – il commento di Marta Prarolo -, diversi da quelli che si sperimentano normalmente, e poterlo fare in gruppo, consente a bambini e ragazzi di conoscersi, capire le proprie inclinazioni, di poterle assaggiare e di orientarsi maggiormente rispetto al proprio posto nel mondo”.
Il laboratorio di musica
Il laboratorio ha avuto come punto focale la pulsazione ritmica che i bambini e ragazzi sperimentano attraverso il corpo e il movimento e attraverso oggetti e strumenti musicali non convenzionali, costruiti con materiali di riciclo come bidoni, bastoni della scopa o fogli di giornale. I bambini hanno sperimentato brani ritmici in gruppo: suonando in gruppo consente di sbagliare e riconnettersi immediatamente con il ritmo degli altri; non solo, quando ci si sente sicuri è possibile guidare gli altri, mentre quando si sente la necessità è possibile lasciarsi trasportare, in un continuo scambio. “Per poter suonare insieme – ha raccontato Lidia Bianchi, insegnante e musicista di Incroci Ritmici – è necessario mantenere una connessione con gli altri. Per farlo si utilizza udito e vista, per questo i bambini e i ragazzi durante il laboratorio lavorano in centro. Entrare in connessione è importantissimo e quando la si ottiene bisogna mantenerla e non è semplice”. I bambini e i ragazzi hanno avuto così la possibilità di utilizzare ritmi e cellule ritmiche complesse in modo immediato, senza avere una base di teoria musicale, attraverso l’utilizzo di parole e frasi.
“La risposta dei bambini – la conclusione di Lidia Bianchi – è stata entusiasta. I bambini sono riusciti a rielaborare in modo creativo e personale ciò che proponevo loro. Ciò che ho cercato di fare è lasciare loro un bagaglio per poter giocare anche in autonomia, quando lo desiderano, con la musica”.
Il laboratorio di teatro
Il laboratorio di teatro ha affrontato il tema del viaggio: è stata un’esperienza immersiva, attraverso l’improvvisazione, il concetto di frontiera, l’esplorazione dei paesaggi. In che modo? “Volontariamente – ha spiegato Maria Antonietta Parella, insegnante e attrice de La Compagnia dei Piccoli – non abbiamo usato testi preconfezionati perché l’idea era quella di creare un percorso insieme ai ragazzi dove il teatro diventasse strumento per stuzzicare creatività e relazioni, uno spazio fatto di stimoli per produrre scene, in realtà chiamati quadri, immaginando personaggi e situazioni. I ragazzi hanno risposto bene. All’inizio c’è sempre un po’ di diffidenza, poi quando, capiscono il meccanismo, si mettono in gioco in tutto e per tutto”.
Il laboratorio di danza e movimento
Il laboratorio di danza si è configurato come una proposta destinata soprattutto a bambini e ragazzi che non fanno esperienza di danza nella vita: l’idea della proposta, infatti, è quella di portare la danza, e in particolare la danza di comunità, all’interno di contesti in cui non ci sono danzatori e danzatrici. “Si tratta – ci ha detto Marianna Bufano, psicoterapeuta e insegnante di danza de Il Laboratorio – di un laboratorio di movimento creativo, quindi l’idea non è quella di creare necessariamente delle coreografie, ma di assecondare la naturale inclinazione degli esseri umani verso il movimento e la danza, attraverso giochi, movimento, esercizi o piccole performance che si occupano di attivare e stimolare il senso del ritmo, dello spazio, la percezione del proprio corpo nello spazio, di sperimentare il movimento del proprio corpo con altri corpi”. Con che riscontri? “Bambini e adolescenti – l’analisi di Marianna Bufano – hanno dato riscontri diversi. La prima differenza è di genere perché lo stereotipo, ancora presente, che la danza “è da femmine” non li fa accedere volentieri al laboratorio; l’altra differenza è la presenza o meno dell’obbligo: se c’è la possibilità di scegliere il laboratorio è meglio; e l’ultima è la tipologia di attività proposte: alcune risultano più ingaggiante di altri”.