Nasce Meraki (Cerchio, Santa Federici e Ventaglio Blu), Portesani: “Conoscersi e condividere per scoprirsi più forti e più grandi”

 

“Conoscersi davvero, come persone, come professionisti; trovare modalità efficaci, sostenibili e condivise di “fare” impresa sociale”. E’ questa la prova più dura della nuova cooperativa Meraki, nata dalla fusione de Il Cerchio, Santa Federici e Ventaglio Blu. Ne abbiamo parlato con Alessandro Portesani, Presidente Meraki. In questo contesto, sabato 3 dicembre, a Casalmaggiore, si è tenuta l’inaugurazione della nuova sede di Santa Federici, spazi che ospitano 34 persone con disabilità.

 

1. Cos’è Meraki? Qual è la data ufficiale della sua fondazione?
Meraki è la cooperativa frutto della fusione tra Il Cerchio, S Federici e Ventaglio blu. La decorrenza della fusione è stata l’1 dicembre 2022, il suo oggetto sociale ricomprende la progettazione e la gestione di attività di welfare a 360 gradi, in ambito sociale, assistenziale, di inserimento lavorativo di persone svantaggiate e sanitario.

2. Quali obiettivi si è posta? E a chi si rivolge?
Meraki nasce con l’obiettivo di creare una nuova realtà cooperativa capace di valorizzare le specificità e le identità delle tre cooperative che l’hanno generata. Permetterà di garantire ai cittadini una filiera completa di servizi, capace di rispondere in maniera personalizzata ai bisogni sociali e sanitari delle persone.

3. Quando e come è nata l’idea di unire più cooperative in un’unica realtà?
La fusione che ha dato vita a Meraki nasce da un percorso lungo e intenso di conoscenza, condivisione e lavoro comune tra le tre cooperative. Questo percorso, partito dal 2016, ha permesso di maturare una visione unitaria del fare welfare e del fare cooperazione sociale sul territorio.

4. Quali, secondo te, i vantaggi di questa unione?
I vantaggi della fusione sono molteplici:

  • il maggiore dimensionamento societario;
  • la ricchezza di esperienze e di professionalità che questa unione rappresenta;
  • l’ampiezza della filiera erogativa dei servizi che già hanno insegnato il potenziale di un’integrazione settoriale ed intersettoriale;
  • la presenza territoriale, capillare e significativa, frutto del radicamento delle tre realtà;
  • La messa a frutto, sempre nell’ottica dell’integrazione, della collaborazione con le altre realtà del gruppo: Il Cerchio MED, Santa Federici MED, Il Cerchio SPORT, Anffas Cremona APS, Amici di Santa Federici odv.

5. Quali, invece, le prime sfide che Meraki dovrà affrontare?
La prova più difficile è appena iniziata e consiste nel conoscersi davvero, come persone, come professionisti; consiste nel trovare modalità efficaci, sostenibili e condivise di “fare” impresa sociale.
La sfida, più appassionante, sarà quella di non nascondere le fatiche, le differenze, le paure, ma anzi di renderle visibili, di dargli valore.  A partire da esse sarà possibile dar vita ad un nuovo progetto, in cui scoprirsi più forti, più uniti, più “grandi”.

6. Meraki fa parte del Consorzio Solco. Cosa potrà dare Meraki al Solco e, viceversa, cosa potrà dare il Consorzio a Meraki?
Meraki significa “fare le cose bene, con amore, con passione”. Abbiamo scelto questa parola greca nel 2021 (anche se nei giorni scorsi l’abbiamo vista casualmente ripresa a livello nazionale) perché è la sintesi perfetta di ciò che accomuna le tre cooperative fondatrici. Meraki si impegnerà nella realtà consortile proprio con queste caratteristiche che la contraddistinguono. Dal Consorzio Sol.Co. confida di poter ricevere stimoli ed occasioni di sviluppo capaci di migliorare l’efficacia della propria azione sul territorio. Si aspetta di trovare da parte della base associativa consortile accoglienza e supporto alla propria capacità di innovazione ed empowerment del sistema di welfare.