Obiettivo 10 dell’Agenda 2030, la cooperativa Nazareth: “Lavoriamo sulla disuguaglianza educativa”
La Cooperativa Nazareth da quasi vent’anni ha implementato un sistema di accoglienza e integrazione dei minori stranieri non accompagnati e successivamente di adulti richiedenti asilo. Un modello che rispecchia l’obiettivo 10 dell’Agenda 2030: ridurre le disuguaglianze all’interno dei e fra i Paesi.
L’obiettivo principale della socia Nazareth è di permettere ai minori stranieri e agli adulti richiedenti asilo di non rimanere invisibili e di non diventare facili prede del lavoro sommerso e/o entrare in traffici illegali. “Lo scopo è di dotarli di quegli strumenti indispensabili per essere autonomi e in grado di accedere a ciò di cui hanno diritto (servizi, istruzione, sussidi etc), come l’insegnamento della lingua italiana, la conoscenza dei servizi sul territorio, l’orientamento e ricerca attiva del lavoro e l’accesso a percorsi di formazione professionalizzanti”, ci dicono Carlo Bassignani e Giulia Fiammenghi della coop Nazareth.
Come avviene l’accoglienza? “I minori stranieri, proprio perché minori, hanno diritto a tutte le tutele previste dalla nostra legge nazionale. Ricevono un regolare permesso di soggiorno per minore età, che viene rinnovato per un altro anno al compimento della maggiore età, dando loro modo di trovare lavoro”. E gli adulti? “Il percorso di accoglienza è simile. La regolarizzazione sul territorio non è immediata, ma passa attraverso la richiesta di asilo che richiede parecchi mesi e può essere accolta o rigettata”.
Un sistema virtuoso a Cremona e nel territorio. Con una criticità importante recentemente evidenziata dal Comune di Cremona e dagli enti gestori dei servizi dell’accoglienza: l’aumento esponenziale degli arrivi di adolescenti stranieri nella nostra città con modalità e numeri che fanno pensare ad una rete non legale legata ai trasferimenti. “L’Italia non ha un sistema di ridistribuzione interno dei minori stranieri, quindi il ragazzo è preso in carico dal comune del territorio dove si presenta. La situazione del nostro territorio è diventata insostenibile, ma è anche difficile trovare una soluzione nell’immediato che possa mettere d’accordo tutte le realtà coinvolte. Sicuramente che le istituzioni locali e nazionali abbiano attenzionato al tema è un passo avanti”, continua l’operatore. E nel lungo periodo? “Una ridefinizione dell’ingresso in Italia, diversa dalla sola richiesta di asilo, – aggiunge Carlo Bassignani – per avere un maggiore controllo degli accessi, una minore spesa nell’accoglienza e una strada più sicura per chi arriva”.
L’obiettivo 10 pone l’attenzione sulle disuguaglianze, che non sono solo economiche. Bisognerebbe partire dalla disuguaglianza educativa: “La disuguaglianza economica spesso è la punta di un iceberg fatto da altre meno evidenti che alla lunga creano sacche di povertà materiale, ma anche culturale e sociale”, conclude Carlo.