Oltre il genere, il valore dell’esperienza. Paola Merlini: “L’autorevolezza si costruisce con la competenza”
L’autorevolezza per guidare realtà complesse non ha genere, ma si fonda sul valore dell’esperienza. In vista dell’8 marzo, Festa della Donna, abbiamo scambiato qualche parola con Paola Merlini, Presidente di Cosper e Consigliera del nostro Consorzio, sull’essere donna.
Oggi il settore è abitato in larga parte da donne, ma la sfida della presenza paritaria nei ruoli decisionali resta attuale. Paola ha costruito la propria autorevolezza sul campo, sperimentando come, sebbene in alcuni momenti di trasformazione aziendale il riconoscimento del ruolo possa richiedere una tenacia maggiore, la qualità del lavoro resti la chiave di volta. “La mia esperienza è stata positiva sia in cooperativa che nei network regionali e nazionali, ho sempre avvertito di avere peso nei percorsi decisionali senza vivere asimmetrie. Credo che il riconoscimento di ruolo e funzione non sia legato all’identità di genere, ma alla capacità di portare competenza, esperienza e senso di appartenenza”, afferma. È questa la variabile che permette alla nostra rete e alle sue associate di valorizzare realmente chi guida le organizzazioni.
Guardando alle giovani professioniste che oggi entrano nelle nostre realtà, lo scenario è diverso rispetto al passato. Se un tempo il percorso era facilitato dalla presenza di ‘maestri’ e ‘ancore’, oggi le opportunità sono diverse e, per certi versi, più protette. “Le giovani oggi possono contare su strutture medio-grandi, con assetti e responsabilità codificate e riconoscibili,” sottolinea Paola. “Il lavoro sociale è cresciuto in qualità e professionalizzazione, offrendo maggiori opportunità di partecipazione a reti che superano i confini locali per abbracciare contesti regionali e nazionali”.
Ma cosa serve oggi per guidare una cooperativa senza perderne l’anima sociale? “Oggi è fondamentale uno sguardo sistemico, capace di connettere alleanze e sinergie per intercettare opportunità di generatività sociale. Oltre alle competenze gestionali e organizzative, serve la consapevolezza che guidare una cooperativa significa esercitare un ‘potere buono ed etico’, capace di incidere sulle politiche e di trasformare le condizioni che determinano il benessere delle persone”, afferma Paola.
“La sfida oggi è promuovere la cultura del sociale, dell’inclusione e dell’umanità. Credo che la femminilità intesa come ‘postura’ possa fare la differenza in questo senso. Auguro a tutte di nutrire questa attitudine e di avere il coraggio di essere, ogni giorno, agenti di cambiamento”, conclude la nostra Consigliera.