Una visione comune per il Piano Strategico Triennale del Sol.Co. “Mettiamo in comune esperienze e competenze”

 

Sinergia e Rigenerazione. Sono queste le due parole chiave emerse dal racconto di Giulia e Simona, voci di un percorso corale che sta ridisegnando il futuro del nostro Consorzio. Con il rinnovo del Consiglio di Amministrazione di maggio 2025, il Sol.Co Cremona ha scelto di scrivere il proprio Piano Strategico 2025-2028 aprendosi al territorio e alle idee delle cooperative. Da dicembre sono stati avviati 6 tavoli di lavoro permanenti dedicati a Gestione Risorse Umane, Povertà Educative, Esecuzione Penale, Abitare, Inserimento Lavorativo e Salute Mentale, che coinvolgono coordinatori e operatori delle cooperative socie con l’obiettivo di capire cosa non si riesce a fare da soli e individuare traguardi comuni per i prossimi 3 anni.

Giulia Fiammenghi, responsabile dell’area tutela minori della Cooperativa Nazareth, ha partecipato al tavolo dedicato alla gestione delle Risorse Umane, un ambito dove il capitale umano rappresenta la sfida principale del Terzo Settore. “Gli incontri hanno permesso di sentirsi meno soli sulla tematica della gestione delle risorse umane e di soffermarsi su alcune fasi del processo che magari si danno più per scontate ma che invece sono altrettanto importanti per assicurarsi il benessere del personale”, spiega Giulia. Per lei, la forza del Consorzio sta proprio nel creare una sinergia che permetta di immaginare percorsi di crescita e formazione congiunta, perché “il sapere che questa tematica è attenzionata anche dal Consorzio aiuta ad immaginare scambi e formazione congiunta”. L’auspicio per i prossimi tre anni è racchiuso nel termine ‘sinergico’. “Più sinergie troviamo tra cooperative meglio riusciremo a rispondere alle sfide che attendono il mondo del terzo settore”, conclude Giulia.

Simona Tironi, responsabile del settore educativo della Cooperativa Meraki, invece, ha partecipato al tavolo sulle Povertà Educative. “L’approccio collettivo permette di superare la frammentazione e valorizzare l’intelligenza collettiva, mettendo in comune esperienze e competenze”, afferma Simona. Dalle discussioni è emersa l’urgenza di strutturare un sapere comune, ma anche la consapevolezza che alcune sfide non si possono affrontare da soli. “La relazione strutturata con le istituzioni pubbliche e con i plessi scolastici richiede un coordinamento consortile forte e riconosciuto. Il Consorzio rappresenta il livello indispensabile di sintesi per passare dalla sperimentazione individuale al cambiamento strutturale”, aggiunge la responsabile. Il suo auspicio per il futuro è la ‘rigenerazione’. “Rigenerare significa dare nuova forza e nuova vita a ciò che già esiste: le relazioni tra cooperative, il pensiero educativo, l’impatto sul territorio”, conclude Simona.

Questi tavoli ci stanno insegnando che il ‘fare insieme’ è una leva di sviluppo organizzativo indispensabile: quando la singola cooperativa avverte la fatica di governare processi complessi, il Consorzio interviene come spazio di apprendimento e di rappresentanza. Il lavoro proseguirà nei prossimi mesi per arrivare a un piano d’azione che sarà il risultato di un lavoro d’insieme che guiderà il Sol.Co fino al 2028.