Tadioli, Presidente Azienda Sociale Cremonese: “Un pensiero territoriale condiviso per andare oltre i confini comunali”
“Lo sviluppo di un pensiero sociale territoriale condiviso: è questa la strada centrale per confermare nel futuro quel ruolo che sul welfare il territorio cremonese ha saputo conquistare sul campo”. Continuiamo la nostra carrelata sui partner del Consorzio Solco, coinvolgendo Giuseppe Tadioli, Presidente dell’Azienda Sociale Cremonese, azienda speciale costituita da 48 comuni per la programmazione e la gestione dei servizi sociali e socio-sanitari. “Il nostro Ambito – fa una fotografia Tadioli – presenta un vissuto di fortissima frammentazione con 4 comuni sopra i 5.000 abitanti, 5 fra i 3.000 e i 5.000, 25 comuni fra i 1.000 e i 3.000 e 14 sotto i 1.000. A parità di popolazione, l’Ambito mantovano è composto da 15 comuni, il nostro da 48″.
Una caratteristica che si ripercuote anche sull’approccio. “Da noi, purtroppo, permane forte l’illusione del ‘ciascuno per sé’. A tutti i livelli. La capacità di fare rete è ancora debolissima”, continua il Presidente. Ed è proprio da qui che, sfruttando le progettualità su cui Consorzio e Azienda stanno collaborando, parte la sfida da giocare insieme: la costruzione di un nuovo welfare di comunità.
“Non più politiche pubbliche da un lato e gestori dall’altro. I cambiamenti sociali sono così intensi (compreso lo tsunami covid) che stanno letteralmente travolgendo gli schemi di intervento tradizionali e impongono a tutti di misurarsi sul futuro del welfare e delle politiche per la cittadinanza sociale. Co-programmazione e co-progettazione stanno trasformando nel profondo le logiche più tradizionali”, continua Tadioli.
In quali ambiti? “Dalle trasformazioni della famiglia alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza. Dal lavoro con la scuola e la comunità educante ai servizi alla non autosufficienza e a quelli alla disabilità”, spiega il Presidente. “Azienda – continua – può offrire al Consorzio Solco il laboratorio di innovazione diffuso costituito dai 48 Comuni, il Consorzio dal canto suo propone all’Azienda un radicamento territoriale e una conoscenza diffusa che costituisce un patrimonio prezioso”.
Con un’attenzione all’innovazione. “Il cambiamento sociale – aggiunge il Presidente – ci impone di correre: l’innovazione sociale è ormai necessità comune. Pena la constatazione di una drammatica obsolescenza delle risposte esistenti”. Anche su questo il Consorzio vuole e può essere un partner importante. “Per un nuovo e più maturo approccio comune”, conclude Tadioli.