La nostra rete oltre i confini locali. La birra UBUNTU prodotta a Vigevano

 

Un progetto nato quasi per caso sta diventando un vero e proprio motore di inclusione e autonomia per i giovani. Siamo a Vigevano, dove la rete del nostro Consorzio si estende, grazie a Meraki che opera in questa provincia. Stiamo parlando di UBUNTU, la birra artigianale prodotta dai ragazzi, che unisce il gusto alla missione sociale.

“È nata da una chiacchierata dove i ragazzi hanno espresso la loro curiosità sul procedimento di produzione della birra. Ci siamo attivati cercando chi potesse supportarci nel progetto,” dice Simona Ferrari, referente del progetto. La birra viene prodotta presso il birrificio Il Conte Gelo di Vigevano, dove i ragazzi possono partecipare attivamente dalla scelta degli ingredienti, alla produzione della birra, all’imbottigliamento, fino alla distribuzione. Un processo creativo che si estende anche alle etichette, frutto di una partnership con l’artista locale Ale Puro.

La birra Ubuntu viene distribuita in tutti gli eventi in cui viene richiesta, non solo a Vigevano, ma anche in tutti i territori in cui opera Meraki, inclusa Cremona, portando il messaggio del progetto ben oltre i confini locali. Con la produzione della birra, i ragazzi vengono stimolati ad imparare cose nuove divertendosi e collaborando tra di loro e con i professionisti del settore. Inoltre, l’attività diventa per loro una vera e propria attività occupazionale che li vede partecipi anche nella fase finale di commercializzazione del prodotto. “Il ricavato viene ridistribuito tra i ragazzi attraverso buoni spesa/acquisto utilizzabili presso i negozi da loro preferiti”, spiega Simona. Un circuito virtuoso che concretizza l’autonomia. Le persone che hanno assaggiato la birra l’hanno apprezzata molto, sia per il gusto che per l’originalità come idea per fare piccoli pensieri o regali solidali.

“Il servizio Ubuntu non è vero e proprio SFA (Servizio di Formazione all’Autonomia) tradizionale, come il progetto ThisAbiility in atto a Cremona, ma un percorso sperimentale a natura privatistica”, continua la referente. L’obiettivo è intercettare i ragazzi degli ultimi due anni delle superiori per offrire loro un progetto ‘ponte’ che li aiuti a passare gradualmente dal ruolo di studente a quello di adulto. Si inizia con la frequenza pomeridiana, lavorando sulle autonomie personali e sociali, per poi incrementare l’impegno sull’autonomia professionale e lavorativa una volta concluso il percorso scolastico.

Il progetto non si ferma qui: il prossimo obiettivo è quello di produrre per Natale una nuova birra e inserirla in pacchetti regali solidali insieme ad altri prodotti realizzati sul territorio. L’impegno quotidiano è volto al rafforzamento delle competenze possedute, allo sviluppo di nuove capacità e al mantenimento di quanto consolidato, in un percorso di crescita continua.